L'attacco hacker ai frigoriferi del 2 novembre 2026 ha alzato da remoto la temperatura di frigoriferi e congelatori in oltre 20 supermercati della Sicilia, fra Palermo, Catania, Ragusa e Trapani, passando dai software che li gestiscono a distanza (Il Post). Il governo parla di un impatto «al momento fortemente limitato» e senza conseguenze per la salute (Euronews). Se hai cercato «attacco hacker frigoriferi» perché hai un bar, una gelateria, una macelleria o un ristorante, la notizia ti riguarda in un caso preciso: se il banco frigo, la cella o l'abbattitore si controllano dal telefono, o se il frigorista li vede da remoto. Il bersaglio sono proprio i controlli non aggiornati o raggiungibili da internet, scrivono le agenzie americane (CISA).

Aggiornato al 7 novembre 2026. Le notizie più recenti sono del 6 novembre: Il Post ha analizzato la rivendicazione di due gruppi filorussi, con parecchi dubbi, e conta casi anche in provincia di Trento (Il Post); lo stesso giorno la ricognizione di Cybersecurity360 è arrivata a 38 soggetti colpiti in Italia, un conteggio della testata e non un dato ufficiale (Cybersecurity360).

Cosa fare: in pochi minuti capisci se il tuo impianto è collegato, con i quattro segnali qui sotto. Se lo è, chiami il frigorista con la lista di domande che trovi più avanti.

Cosa è successo con l'attacco hacker ai frigoriferi

Lunedì 2 novembre gli attaccanti hanno agito sui software che gestiscono a distanza frigoriferi e congelatori collegati a internet. In Sicilia fra i colpiti ci sono almeno tre punti vendita Coop a Catania e uno a Palermo, e tre Decò fra Palermo e Trapani. Nei Coop l'attacco è arrivato alle 4 del mattino: sono stati buttati molti chili di surgelati, con danni stimati in diverse migliaia di euro. Lo stesso giorno c'è stato un caso anche in Toscana, in una società di mense in provincia di Firenze (Il Post, 3 novembre). Nei giorni dopo ne sono emersi altri in provincia di Trento (Il Post, 6 novembre).

Secondo la ricognizione di Cybersecurity360, fra i colpiti c'è anche un bar in Trentino, insieme ad alberghi e negozi nelle valli di Fiemme e Fassa. È una fonte secondaria che riprende giornali locali, ma dice una cosa utile: non ci sono andati di mezzo solo i supermercati.

L'Italia non è stata la prima. A metà ottobre era toccato a circa 700 supermercati in Francia, e casi sono stati segnalati in Belgio, Germania, Paesi Bassi, Svezia e altri paesi europei (Il Post). Il 13 ottobre l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN) aveva già pubblicato un bollettino con le misure da prendere, poi riproposto il 3 e il 4 novembre (ACN).

Come sono entrati? Nel caso francese, scrive l'ACN, hanno sfruttato apparecchi vecchi, pannelli di amministrazione raggiungibili da internet e password deboli, e da lì hanno avviato gli sbrinamenti e cambiato i parametri degli impianti. Per l'Italia il governo, dopo la riunione a Palazzo Chigi, ha parlato di interfacce «esposte direttamente su Internet» e di «carenze nei meccanismi di autenticazione» (Il Post). Tradotto: la pagina che comanda l'impianto era raggiungibile da chiunque, e per entrare bastava poco.

In un'audizione alla commissione d'inchiesta sulle banche, riporta l'ANSA, il direttore dell'ACN Andrea Quacivi ha indicato software «non aggiornati o non più aggiornabili perché fuori mercato» e la «pratica della remotizzazione», cioè il controllo a distanza.

Attacco hacker frigoriferi: riguarda anche il tuo locale?

Dipende da una cosa sola: se il tuo impianto è collegato a internet. Un banco frigo con il termostato sul pannello e basta non si può comandare da lontano. Ecco quattro segnali per capire se sei collegato:

  • L'app: vedi le temperature sul telefono o in una pagina web.
  • Gli allarmi: ricevi un SMS, un'email o una notifica quando la temperatura sale.
  • Il frigorista: ti dice «lo vedo da qui» e cambia le impostazioni senza venire in negozio.
  • La scatoletta: vicino al quadro della cella c'è un apparecchio con un'antenna o una SIM. È un modem, e l'ACN mette proprio i router cellulari fra le cose da censire.

Se non ne trovi nessuno, questo tipo di attacco non ti tocca: passa dai controlli raggiungibili da internet (CISA). Se ne trovi anche uno solo, vai avanti.

Facciamo tre esempi inventati. La titolare di una gelateria a Catania vede le temperature della vetrina e dell'abbattitore su un'app che le ha installato il frigorista: è collegata, e le servono le domande di questo articolo. Il macellaio di Ragusa riceve un SMS se la cella si scalda: è collegato anche lui, e la prima cosa da chiedersi è chi riceve quell'SMS alle 4 di notte. Il bar di Palermo con il banco frigo e il solo termostato, senza app né modem, può fermarsi qui.

I 6 controlli dell'ACN, spiegati semplice

Il bollettino dell'ACN si chiama BL01/261013/CSIRT-ITA ed è alla versione 1.2 del 4 novembre. È scritto per la grande distribuzione, la logistica e chi fa manutenzione agli impianti, non per il bar sotto casa. I sei gruppi di «azioni immediate», però, funzionano anche in piccolo:

  1. Sapere cosa hai. Un elenco di centraline, app, modem o SIM, e di chi ci può entrare, frigorista compreso.
  2. Niente pannello aperto su internet. La pagina di controllo dell'impianto non deve essere raggiungibile da chiunque: si toglie da internet o si apre solo a indirizzi fidati. E la rete dell'impianto resta separata da quella dell'ufficio e dal wifi dei clienti.
  3. Accesso da remoto solo con VPN e doppia verifica. La VPN è un tunnel privato: entra solo chi ha la chiave. La doppia verifica è il codice in più sul telefono, come per la banca. Il tecnico entra quando serve, per il tempo che serve, e resta traccia.
  4. Via le password di fabbrica. Si cambiano le password predefinite o deboli e si cancellano gli utenti che non servono più.
  5. Controllare i valori, con un termometro indipendente. Temperature impostate, orari degli sbrinamenti, soglie di allarme e destinatari degli allarmi devono essere quelli giusti. Le temperature vere si controllano con uno strumento che non dipende dall'impianto. Se ci sono i registri, si guardano fino a 90 giorni indietro. E se qualcosa non torna, prima si conservano le prove, poi si sistema.
  6. Aggiornare, e sostituire ciò che non si aggiorna più. Se l'apparecchio non riceve più aggiornamenti, si isola e si pianifica la sostituzione: l'isolamento è solo una soluzione temporanea.

Le stesse cose le chiedono le agenzie americane nella loro scheda comune e quella francese nella sua allerta. E il punto 6 vale anche fuori dalla cella: anche il sito ha un motore da aggiornare, e un software che non si aggiorna più è una porta aperta, come spieghiamo nella guida per aggiornare il PHP del sito.

Le domande da fare al frigorista

Stampale o leggile al telefono. Non devi capire ogni risposta: devi sentire se il tecnico ci ha già pensato. Tra parentesi c'è il controllo del bollettino ACN da cui viene ogni domanda.

  1. Il mio impianto si può controllare da internet? Da quali telefoni, computer e app? (controllo 1)
  2. Il pannello di controllo è raggiungibile da chiunque su internet, o solo da voi attraverso una VPN? (controlli 2 e 3)
  3. La password è ancora quella di fabbrica? Chi la conosce? Possiamo cambiarla e tenerla anch'io? (controllo 4)
  4. Per entrare serve la doppia verifica? (controllo 3)
  5. Entrate solo quando serve, e resta traccia di chi è entrato e quando? (controllo 3)
  6. L'apparecchio riceve ancora aggiornamenti? Quando è stato aggiornato l'ultima volta? Se non è più supportato, cosa mi consigliate? (controllo 6)
  7. Le soglie di allarme e gli orari degli sbrinamenti sono quelli giusti? A chi arrivano gli allarmi, anche di notte? (controllo 5)
  8. Quale termometro indipendente mi consigliate, e dove lo mettiamo? (controllo 5)
  9. Se la temperatura sale, qual è la procedura per andare avanti a mano? (misure di rafforzamento)
  10. Se stacchiamo il collegamento da internet, cambia qualcosa nel contratto di assistenza o con l'assicurazione?

L'ultima domanda viene dall'agenzia francese, che consiglia di controllare il contratto di assicurazione prima di interrompere l'invio dei dati al frigorista (CERT-FR). Leggi il contratto prima di decidere.

Quando cambiate la password, sceglila lunga e diversa da tutte le altre: nella pagina dei tool di utilità c'è un generatore di password. Prima chiedi al frigorista quali caratteri accetta la centralina, e non attaccarla su un foglietto al quadro.

Se la temperatura sale: cosa fare

La differenza la fa chi se ne accorge. In Francia, nella notte fra l'1 e il 2 novembre, gli attaccanti hanno colpito la ditta che cura gli impianti frigoriferi dell'EFS, l'ente francese del sangue, e hanno cambiato i parametri di alcune celle usate per il sangue: un tecnico di guardia ha visto l'anomalia ed è intervenuto, e secondo l'EFS nessun prodotto è andato perso (Euronews). A Finale Ligure, secondo Cybersecurity360, 22 celle di un'azienda alimentare sono state colpite senza perdite, grazie all'intervento del personale.

Se succede a te, queste sono le mosse che indica l'ACN, dette in breve:

  • Chiama subito il frigorista e passa al controllo a mano, se l'impianto lo prevede.
  • Non cancellare e non ripristinare niente prima che si guardi cosa è successo: le prove si conservano prima di sistemare.
  • Sulla merce non decide il termometro. Una temperatura tornata normale non dice che la merce è stata conservata bene. Decidono il tuo piano di autocontrollo (HACCP) e chi ne è responsabile.

Poi segnala l'attacco a CSIRT Italia con il modulo online del portale dell'ACN. La pagina stessa avverte che la segnalazione non è una denuncia: per quella ti rivolgi alla Polizia postale o alle altre forze di polizia.

Se devi chiudere qualche giorno, avvisa chi ti cerca su Google: fino a 6 giorni di chiusura si usano gli orari speciali, da 7 in su «Chiusa temporaneamente» (aiuto di Google). Qui trovi come si modifica la scheda Google passo per passo.

Chi c'è dietro: cosa si sa e cosa no

Non si sa con certezza. Due gruppi filorussi, NoName057(16) e Z-Pentest, il 3 novembre hanno diffuso su Telegram un video in cui si attribuiscono gli attacchi. È una rivendicazione, non un accertamento, e Il Post riporta parecchi dubbi: il video non dice quali negozi né come sono entrati, e un ricercatore ha notato che il file del video, fatto con l'IA, ha un nome russo volgare, che vuol dire più o meno «sciocchezza».

Dagli Stati Uniti, ricercatori e funzionari citati da altre testate sospettano invece l'Iran, mentre il governo americano non ha attribuito gli attacchi a nessuno (TechCrunch). Finora non risultano arresti. Per il tuo locale cambia poco: chiunque sia stato, secondo il governo e l'ACN è passato soprattutto da impianti vecchi, pannelli raggiungibili da internet e accessi poco protetti.

Domande frequenti sull'attacco hacker ai frigoriferi

Perché gli hacker attaccano i frigoriferi?

Perché molti impianti frigoriferi si controllano da internet con software vecchi, pannelli raggiungibili da chiunque e password deboli, quindi entrare è facile. Dopo gli attacchi di novembre 2026 il governo italiano ha parlato di sistemi obsoleti e autenticazione carente, e il direttore dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale di software non aggiornati o fuori mercato. Il motivo politico invece non è chiaro, perché sulla rivendicazione arrivata finora ci sono molti dubbi.

Chi sono gli hacker dei frigoriferi?

Non si sa con certezza. Due gruppi filorussi, NoName057(16) e Z-Pentest, si sono attribuiti gli attacchi con un video su Telegram, ma Il Post riporta molti dubbi sulla sua credibilità. Fonti americane sospettano l'Iran, il governo degli Stati Uniti non ha attribuito gli attacchi a nessuno e non risultano arresti.

Quali supermercati sono stati colpiti in Italia?

Il 2 novembre 2026 sono stati colpiti oltre 20 supermercati in Sicilia, fra Palermo, Catania, Ragusa e Trapani, fra cui punti vendita Coop e Decò, secondo Il Post. Ci sono stati casi anche in Toscana e, nei giorni dopo, ne sono emersi in provincia di Trento. Il governo parla di poche unità commerciali rispetto alle migliaia presenti in Italia e di nessun rischio per la salute dei consumatori.

Cosa è successo in Francia con i frigoriferi dei supermercati?

A metà ottobre 2026 gli attaccanti hanno colpito circa 700 supermercati francesi, sfruttando versioni non aggiornate di un software che controlla a distanza gli impianti frigoriferi. L'agenzia francese per la sicurezza informatica, il CERT-FR, ha pubblicato un'allerta: togliere i pannelli da internet, entrare solo con una VPN, aggiornare e cambiare le password di fabbrica. È successo circa due settimane prima dei casi italiani.

Cosa c'entra il sangue con l'attacco ai frigoriferi?

Nella notte fra l'1 e il 2 novembre 2026 gli attaccanti hanno colpito in Francia la ditta che cura gli impianti frigoriferi dell'EFS, l'ente francese del sangue, e hanno cambiato da remoto i parametri di alcune celle usate per il sangue. Un tecnico di guardia ha visto l'anomalia ed è intervenuto prima che la temperatura impostata dagli attaccanti fosse raggiunta. Secondo l'EFS nessun prodotto è andato perso e non c'è stato nessun impatto sanitario.

Il frigo del mio bar può essere attaccato dagli hacker?

Solo se si può controllare da internet: un'app che mostra le temperature, allarmi via SMS o email, un frigorista che lo vede e lo regola da remoto, un modem con SIM vicino al quadro. Se non c'è niente di questo, questo tipo di attacco non ti riguarda. Se c'è, chiedi al frigorista di togliere il pannello da internet, cambiare le password di fabbrica, entrare solo con VPN e doppia verifica e aggiornare l'apparecchio, come raccomanda l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale.

Cosa fare oggi

Stasera, prima di chiudere, cerca i quattro segnali: app, allarmi, «lo vedo da qui», scatoletta con la SIM. Se ne trovi uno, domani mattina chiama il frigorista e leggigli le dieci domande. Se non trovi niente, alla prossima visita chiedigli solo la prima: basta a togliere il dubbio.

Se il tecnico ti risponde con parole che non capisci, o non sai da dove partire, scrivimi.